La certificazione di una foresta consta di almeno quattro elementi:
Gli operatori privati americani, da decenni impegnati attivamente nella gestione forestale, sono stati pionieri nello sviluppo di schemi volontari di certificazione delle foreste. Il primo schema di certificazione della gestione forestale al mondo, l’AFTS (American Tree Farm System[1] è nato negli Stati Uniti oltre sessant'anni fa. Altri sistemi di certificazione diffusi sono l’SFI (Sustainable Forestry Initiative)[2], istituito nel 1996 negli Stati Uniti e successivamente adottato in Canada, e l’FSC (Forest Stewardship Council)[3] . Sia l’SFI che l’ATFS sono stati approvati dal Programme for Endorsement of Forest Certification, o PEFC[4]. Entro i primi sei mesi del 2008 sono stati certificati circa 50 milioni di ettari (pari al 25%) sui 204 milioni di ettari disponibili per il disboscamento negli Stati Uniti.
Nonostante tutto ciò, la certificazione forestale nelle regioni produttrici di legno di latifoglia americano si è imposta lentamente a causa della notevole frammentazione della proprietà forestale. Lo stato attuale dei tre sistemi di certificazione forestale esistenti negli Stati Uniti in relazione al settore del legno di latifoglia si presenta come segue:
Negli Stati Uniti e in altri paesi sono in corso attività di sviluppo e implementazione di procedure per la “certificazione di gruppo” promosse dalle organizzazioni ATFS e FSC e rivolte ai proprietari di foreste di piccole dimensioni. Attualmente solo una piccola percentuale di tali operatori aderisce a questi schemi.
Sarà necessario dedicare tempi e risorse notevoli per superare gli ostacoli che ancora si frappongono alla certificazione. Tra questi c'è la difficoltà di ottenere, dal gruppo vasto e differenziato di piccoli proprietari, la produzione di materiale certificato in volumi tali da giustificare la marchiatura dei legni di latifoglia americani.
Sensibilizzare i proprietari delle foreste di latifoglie all'importanza della certificazione rappresenta uno dei principali problemi per tutti i programmi. In base a un recente sondaggio, i sistemi di certificazione delle foreste (inclusi i sistemi ATFS, FSC e SFI) sono noti solo a un gruppo molto ristretto (17%) di operatori americani di piccole dimensioni[5]. È anche difficile spingere i piccoli proprietari a unirsi per ottenere una certificazione di gruppo in quanto nel settore manca una tradizione di associazionismo.
Un altro problema nasce dal fatto che gli incentivi economici legati al conseguimento della certificazione sono scarsi per proprietari che non si dedicano esclusivamente alla produzione di legno o che si occupano solo sporadicamente di attività selvicolturali. Secondo il sondaggio National Woodland Owners Survey[6], solo circa il 10% dei piccoli proprietari, che collettivamente possiedono il 30% delle foreste private non industriali, considerano la produzione di legno un motivo importante per possedere una foresta.
Un ostacolo particolare alla certificazione FSC è rappresentato dal fatto che gli standard di certificazione regionali sono stati sviluppati principalmente per le attività di più ampie dimensioni piuttosto che per i proprietari di foreste non industriali. Un recente studio commissionato da FSC-US osserva che “gli attuali standard regionali in genere non sono realizzabili dal punto di vista del gestore/proprietario di una piccola azienda famigliare. Inoltre è difficile verificare o implementare gli standard su proprietà di piccole dimensioni.”[7] Lo studio osserva anche che a oggi solo alcuni gruppi relativamente piccoli – in genere costituiti da meno di cento lotti forestali individuali e gestiti da selvicoltori o piccole associazioni di settore – hanno conseguito la certificazione FSC. E infine “i costi di certificazione sono ancora ritenuti troppo alti da numerosi partecipanti. Ne è una prova l’elevata percentuale di certificati collettivi che periodicamente non vengono rinnovati. In altri casi i certificati collettivi sussistono solo perché ricevono sussidi da parte di singole aziende famigliari che spingono il gruppo a partecipare al sistema FSC.”
La frammentazione della proprietà forestale significa anche che è estremamente difficile documentare la provenienza del legno dalla foresta in cui viene tagliato sino al punto di vendita. Uno studio condotto sui problemi di documentabilità nel settore delle latifoglie americane ha presentato il caso di una grande segheria della Pennsylvania per illustrare le prassi di approvvigionamento tipiche di un’azienda esportatrice di legno di latifoglia americano [8].
La segheria non possiede né gestisce proprietà forestali, come avviene per la maggior parte delle segherie americane, ma acquista il legno direttamente da almeno 800 proprietari di foreste di piccole dimensioni in un raggio di 40 - 160 chilometri. Per incrementare la produzione, la segheria acquista anche legname segato da 40 altre segherie più piccole, le quali a loro volta si riforniscono da almeno un migliaio di proprietari di foreste private tra i 500.000 presenti nello Stato. Quindi ogni anno l'azienda si rivolge in tutto a circa 1.800 fornitori, che probabilmente cambieranno l'anno successivo. La stessa azienda acquista anche i tronchi che le vengono consegnati di volta in volta da tagliaboschi indipendenti e di cui l'azienda può non conoscere la provenienza.
Anche se fossero disponibili tronchi certificati, per l'azienda sarebbe tecnicamente difficile ed estremamente costoso alterare il processo di lavorazione per assicurare la separazione di tronchi e lotti certificati da quelli privi di certificazione. Il flusso di produzione della segheria e degli impianti di semilavorazione comporta 104 combinazioni di smistamento sulla sola catena di classificazione del legno prima dell’essiccazione. La produzione prevede la suddivisione per specie, qualità, lunghezza, larghezza e spessore delle tavole che vanno gradualmente accumulandosi, attraverso numerosi turni lavorativi e svariate partire di tronchi, finché non viene raggiunta una certa quantità di legname. Il legno viene ulteriormente suddiviso dopo l’essiccazione al fine di scartare il materiale degradato. Senza un’ampia disponibilità di tronchi certificati, per conseguire la certificazione la segheria sarebbe costretta ad acquistare nuovi impianti e a gestire due catene di produzione.
Vi sono casi in cui il legno può essere certificato e documentato con relativa facilità: ad esempio, quando grandi volumi di legno provengono da foreste appartenenti a un solo proprietario o quando la produzione è limitata a una gamma ristretta di prodotti. I fornitori di legno di latifoglia americano che possono avvantaggiarsi delle economie di scala e di semplici filiere commerciali hanno conseguito la certificazione FSC e sono in grado di offrire una gamma limitata di prodotti certificati a prezzi più alti; tuttavia rappresentano un’eccezione.
Paradossalmente, il fattore che ha ostacolato una più diffusa certificazione nell'industria del legno di latifoglia americano, ovvero la prevalenza di piccoli proprietari di foreste non industriali, è lo stesso che ha contribuito maggiormente alla gestione sostenibile delle foreste americane rafforzando il legame tra foreste e comunità rurali. Nati e vissuti nelle zone forestali, molti americani sono diventati consapevoli dell'importanza della gestione forestale.
Quindi la mancanza di certificazione non implica una mancanza di sostenibilità, soprattutto nel caso delle latifoglie americane, le cui foreste continuano a prosperare come dimostrano i dati raccolti negli ultimi settant'anni.
Per un approfondimento della questione della documentabilità nell'industria americana del legno di latifoglia si veda l’articolo “The Missing Link”.
[1] Vedi www.treefarmsystem.org
[2] Vedi www.sfiprogram.org
[3] Vedi http://www.fsc.org/
[4] Vedi http://www.pefc.org/
[5] Getting the Attention of Family Forest Owners, Geoff Feinberg, Sustaining Family Forests Initiative, July 2006
[6] Family Forest Owners of the United States, Brett Butler, 2008, USDA Forest Service, Northern Research Station, GTR-NRS-27, http://nrs.fs.fed.us/pubs/gtr/gtr_nrs27.pdf
[7] Family Forest Program and Small Low Intensity Forests as a Cross Cutting Issue in the Standard Review Process, February 2006, Phil Guillery, Forest Stewardship Council
[8]Michael Buckley, Sourcing US hardwood materials for French Furniture Manufacture: A 'Chain of Custody' Case Study, Journal of the Institute of Wood Science, Volume 15, No 4, Winter 2000