Obiettivi dello studio

Lo studio LCA commissionato dall’AHEC si propone i seguenti obiettivi:

  1. Garantire il giusto riconoscimento del profilo ambientale dei legni di latifoglie americane. I dati LCA esistenti indicano che i prodotti di legno in generale, e nello specifico i prodotti in legno di latifoglia provenienti da foreste naturali gestite, possiedono un eccellente profilo ambientale rispetto ai prodotti concorrenti. Tuttavia, nella situazione attuale, le opportunità di commercializzazione sono limitate e le credenziali ambientali sono deboli, a causa della mancanza di dati LCA specifici per i legni di latifoglie americane.
  2. Identificare i “punti caldi" ambientali, ovvero i processi con un impatto ambientale particolarmente significativo all'interno della catena di approvvigionamento del legno di latifoglie americane, per facilitare l’implementazione di programmi finalizzati al continuo miglioramento ambientale.
  3. Rispondere alle “pretese” ambientali dei materiali diversi dal legno. I settori del cemento, dell’acciaio e della plastica hanno tutti investito notevolmente nella ricerca LCA per identificare i punti deboli e i punti di forza dei loro prodotti a livello ambientale. Nonostante i profili ambientali relativamente scarsi rispetto al legno, l’accesso a dati LCA esaustivi costituisce per i settori del non-legno una potente arma per il marketing e le lobby. Il settore dei legni di latifoglie americane deve poter accedere a informazioni di pari qualità per contrastare questa tendenza.
  4. Incoraggiare l’ampliamento del raggio d’azione delle normative che regolano gli approvvigionamenti. Le norme per l’approvvigionamento di legno nel settore pubblico europeo sottolineano l’importanza primaria e fondamentale della certificazione forestale, persino a discapito di qualsiasi altra considerazione ambientale. Ne consegue che i legni di latifoglie americane spesso faticano ad accedere ai contratti nel settore pubblico, nonostante possano ridurre notevolmente l’impatto ambientale delle attività di approvvigionamento governative. Lo studio dovrebbe aiutare a convincere i responsabili degli approvvigionamenti nel settore pubblico circa il valore di norme che prendano completamente in considerazione i costi e i benefici per l’ambiente.
  5. Assicurare che le credenziali ambientali del legno siano adeguatamente riconosciute nelle iniziative di edilizia “verde”. Ricerche indipendenti indicano come i benefici ambientali legati all’uso di prodotti in legno, come per esempio l’assorbimento di anidride carbonica e le proprietà di risparmio energetico, non siano ancora riconosciute in modo adeguato nell'ambito di iniziative quali LEED, CASBEE (Giappone) e Green Building Label (Cina). L’accesso a dati LCA specifici faciliterebbe enormemente gli sforzi dell’AHEC all’interno di queste iniziative, incoraggiando un approccio basato sul metodo LCA.
  6. Contrastare la tendenza emergente verso il “localismo”. Il riscontro di architetti, designer e rivenditori operanti nei principali mercati d’esportazione indica come sia in aumento l'attenzione a ridurre al minimo le emissioni di CO2. Questa preoccupazione è spesso associata, in modo semplicistico, a favorire l’uso di prodotti locali, riducendo le importazioni. Una risposta efficace potrebbe consistere nel fornire dati scientifici inequivocabili per dimostrare come l’assorbimento di anidride carbonica dei legni di latifoglie americane superi notevolmente la quantità di emissioni associate al trasporto verso i principali mercati d’esportazione.
  7. Promuovere l’inclusione dei prodotti in legno nei conteggi nazionali delle emissioni di CO2 dell‘UNFCCC (Convenzione quadro dell'Onu sul cambiamento climatico). I dati sulle emissioni di CO2 raccolti dallo studio faciliteranno l’inclusione dell’anidride carbonica contenuta nei prodotti di legno tagliato (Harvested Wood Products - HWP) nei conteggi nazionali americani per le attività di gestione forestale in conformità con le procedure UNFCCC. Secondo la bozza di un possibile accordo internazionale che sostituisca il Protocollo di Kyoto, le nazioni produttrici di legno potrebbero avere l’opzione di dichiarare le emissioni dei prodotti in legno “sulla base di stime rilevate nel momento in cui le emissioni avvengono, a patto che siano disponibili dati trasparenti e verificabili”. Si tratterebbe di un cambiamento significativo rispetto al Protocollo di Kyoto, che considera qualsiasi attività di abbattimento degli alberi come un’emissione immediata.